Quello che ho e quello che non ho

Non so descrivere ciò che ho provato.
Sento solo il cuore gonfio di gratitudine… grazie
Te lo dico cosí… Spero tu voglia saperlo….

Ti mando quel bacio e quell’abbraccio che non ho avuto la forza di scriverti…e sono stata stupida… molto stupida.

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Apnea

Ci sono giorni in cui non respiro.
E’ una sensazione fisica, viscerale, carnale.
E sapere che questo dolore è tutto solo mio.
Avevo promesso di non scrivere più, di non sperare più, di arrendermi….
DEVO ARRENDERMI! Perchè non riesco ad arrendermi?
Perchè ti voglio ancora così tanto?

Oggi non ci riesco.
Oggi non respiro e mi manchi,ù
Mi mancano le tue parole, parlare con t
ragionare, discutere,

No, oggi non respiro.
Oggi non respiro.
Sono giorni, sono settimane, sono mesi che non respiro…
a volte si ferma anche il battito del cuore…

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E se tutto fosse detto

Se tutto fosse detto
E fra noi due il conto
Si saldasse, avrei ancora
con il tuo corpo un debito.

Perchè chi può dar prezzo
A questa pace, perso
In te che le mie labbra
dalle tue labbra sanno?

In tregua con la vita
Non sapere, voler nulla,
Nè sperare: tu qui
E il mio amore. Mi basta.

Tu e il mio amore, e guardare
Il tuo corpo che dorme
All’alba. Così guarda
Un Dio quel che ha creato.

Ma il mio amore è impotente
Se il tuo corpo non vuole:
Dà solo forma a un mito
Nella tua bella materia.

Luis Cernuda

Quanto manca la tua pelle?

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La bellezza che non posso raccontarti.

Chiusa.
Nel mio silenzio tombale,
non riesco neanche a parlare.

Il tuo nome
che resta ancora il suono più dolce,
che mi strappa un sorriso sognante,
finché non ricordo che è tutto finito.

Un lutto di cui non vedo la fine.
Alzo la testa per guardare l’orizzonte,
vedo solo il buio del mio mondo senza te.
Sorrido, mangio, faccio l’amore con me:
lacrime che mi annebbiano gli occhi e la mente.
E quell’unico desiderio: sussurrarti ancora “Amore”.

Disintegrata.
Esplosa.
Vorrei eclissarmi, sparire, pur respirando.
Diventare vento per non sentire tutto questo male,
e accarezzarti i capelli senza che tu mi veda:
poterlo fare impunemente, spavaldamente, senza patire il tuo sguardo insofferente e distante.

Tento di rimettere insieme i pezzi di una me che non c’è più.
La luce dei miei occhi: spenta, perché quella luce eravamo noi.
E tutto quell’amore che non passa,
che resta incastrato e ostinato
e a giorni alterni mi precipita nell’incontenibile desiderio di te,
di ogni parte di te,
anche di quelle che più mi facevano male.
E la mia mente ti materializza nei miei sogni,
mi accontenta,
e lì sei sempre felicità e disperazione.

Ogni sguardo al cielo di notte: una pugnalata,
perché non posso raccontarti quanta bellezza ci vedo ancora.
Vorrei essere in grado di lasciarti andare…
ma i miei ricordi sono così ancora vivi
che non riesco ad arrendermi,
e scrivo qui per lasciarti libero da me.
E penso solo che ogni mattina è come la prima mattina
quando non aspettavo altro il suono della tua voce.

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Anno Nuovo

Ti auguro di innamorarti quanto io sono innamorata di te,
ti auguro di essere felice,
ti auguro di perdere la testa,
ti auguro di dare priorità al cuore prima di qualunque altra cosa.
Ti auguro di realizzare tutti i tuoi sogni, le tue ambizioni e il tuo desiderio di amore.
Che sia un anno meraviglioso, per la tua vita.
Spero di incontrarti nei miei sogni più belli,
di dimenticare il male, e ricordare solo la gioia dei primi momenti.
E spero che prima o poi capirai il mio sentimento puro e senza giudizio,
perché avere occhi solo per te è stata la cosa più bella che mi sia capitata
e la più brutta quando i tuoi occhi non hanno più guardato i miei.
Con chiunque tu voglia, amore mio,
ti prego sii felice,
perché quando sorridi e ami, davvero sai rendere il mondo più bello.
Mi manchi così tanto che alle volte mi manca anche il respiro.

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Un parziale mea culpa. Te lo devo.

Sono passati quasi due mesi e sono certa che sei passato oltre la nostra vita insieme.
Forse certe consapevolezze arrivano quando veramente la speranza, non i sentimenti, muore e le volute di fumo si fanno dense e numerose.
Ho capito una cosa. Ho capito cosa intendevi dirmi, ma ho ugualmente intenzione di difendere la mia scelta. Se ci ho messo così tanto a capire, non è dovuto al fatto che non ti ascoltassi, ma perché rifiutavo radicalmente l’idea di questa consapevolezza.

Chi ci vuole bene, o la persona che ci sta accanto, alle volte pensa di sapere meglio di noi ciò di cui abbiamo bisogno e ci dà ciò di cui ha bisogno, credendo che ci possa rendere felici.
La mia felicità, se mi fossi trovata nel tuo momento difficile, sarebbe stata averti accanto a me, accettando qualunque momento, qualunque presa di posizione: mi sarebbe bastato averti accanto, presente. Per te non era così. Non so quale sarebbe stata la tua felicità, relativamente a me. Per una volta, forse una seconda, ti ho imposto la mia urgenza. Non ti ho mai chiesto, in quel tempo difficile, cosa volessi, non ti ho mai chiesto cosa sarebbe stato meglio per te.
E anche le cose belle possono essere castranti, perché se imposte rischiano di diventare cose di cui si deve essere grati per forza. La verità è che non è così.
Mi dispiace, anche perché conosco bene la sensazione che si prova.
Ma, nonostante questa consapevolezza, non riesco a dimenticare la tua scelta di quel giorno, perché, in ogni caso, io c’ero.
Mi dispiace del male: non volevo importi nulla.
Questo è forse l’ultimo post che scrivo su di te, che resti il mio orizzonte. Che sarai ancora per un tempo indefinito l’unica persona che vorrò nella mia vita. Ma se ritieni che ti abbia fatto così tanto male, io non te ne voglio fare più. E, mio dolore a parte, toccarti anche solo cercandoti, alla luce di queste nuove consapevolezze, sarebbe farti male.
Voglio solo la tua felicità. Speravo di essere io, e se ho agito in un certo modo era anche perché avevo fiducia che per te fosse lo stesso. Ho dato per scontato che fossi la cosa più bella da avere accanto in un momento di difficoltà. Paradossale…ma se non avessi avuto, alla base di tutto, la fiducia di essere importante per te, se non avessi avuto la convinzione di essere importante, non mi sarei neanche arrabbiata, perché non avrei avuto la fiducia che, anche oltre la rabbia, ci saresti stato comunque. Ci sia arrabbia con chi sappiamo che ci sarà certamente anche dopo la tempesta. Questo, di me, non l’hai mai capito.
Mi dispiace. Non volevo farti male. Volevo essere presente con tutta la mia forza e la mia determinazione per sostenerti nella difficoltà. MA ora capisco di più tante cose.
Ti amerò, ti vorrò bene e ti custodirò per tanto tempo, e non ti farò più del male.
Spero di incontrarti ancora nel mio percorso di vita. Perché sono certa che con te non mi sono sbagliata e tu non ti sbagliavi quando mi davi fiducia. So che sei speciale, ed è per questo che sto così male. Ma sento di essere una persona speciale anche io. E vorrei tanto te ne ricordassi di quanto valgo.
Ti mando un immenso bacio, Is.Pa.
M.

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Quella notte speciale.

Un anno fa mi preparavo alla notte più bella della mia vita.
Non ti sarò mai grata abbastanza per quella notte meravigliosa.
Nonostante tutto.
Nonostante tutta la nostalgia, la malinconia nel ricordare quella notte, io non ti sarò mai grata abbastanza di quella notte.
Tutto impallidisce nel ricordo di ciò che vivemmo.
E ogni cosa si fa piccola a confronto. Anche il dolore.
Darei qualunque cosa per ritornare a quella notte meravigliosa. A quelle ore d’amore e di sguardi.
E ogni cosa resta nei miei sogni più inconfessabili.
E il desiderio di quel tempo è indelebile.
Mi faccio vestale di quel nostro tempo. E canto inni agli dei per ringraziarli di aver vissuto quella notte.
Sento ancora il sapore dei baci di quella notte sulla mia pelle. Sento ancora i tuoi occhi, il tuo sapore, il tuo odore…
Dove sei, amore? Nulla mi restituirà quel tempo. Ma lo custodisco come uno degli eventi più belli della mia vita. E il più meraviglioso e incredibile finora.
Il cuore non sia arrende alla cruda realtà della tua assenza, ma quel ricordo si fa balsamo e mi regala un sapore dolce, nel sognarti ancora sul mio seno, come allora.

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