Cronaca

Tante volte, dopo che non mi hai risposto questi due giorni, ho pensato di scriverti.
Il banalissimo motivo per cui non ho risposto è che non ho visto la chiamata. L’ho vista molto tardi: dopo due settimane non ci speravo più e il telefono una volta tanto l’ho lasciato lontano, non guardandolo proprio.
La mattina dopo….il primo pensiero, ma l’ho trovato…lascia stare.
E poi ritentare ancora e ancora…niente…silenzio..

Caldo, stanchezza, tristezza….immobilità…mi riprenderò…non so però davvero più cosa fare….

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Formula

Luna,
Proteggi il suo sonno e i suoi desideri.
Lui che ama te, che si vota alla tua luce nei giorni di gioia, in cui si permette di essere.
Lenisci col tuo balsamo di bellezza le ferite:
le mie, fresche e sanguinanti.
le sue, cicatrizzate, ma ancora pulsanti e dolenti di un passato che non passa,
Tu che hai sempre saputo il mio sogno di semplicità, gioia e tenerezza,
da cui ben lontani sono i giochi di malizia e di potere,
asciugami gli occhi e ridammi la ragione,
che come quella di Orlando
è perduta e silente,
fuggita tra le tue braccia
per tacere il dolore.

Perseidi,
Voi che sapete lasciarvi cadere nelle notti di San Lorenzo quando il mondo vi affida i suoi sogni,
insegnate a noi mortali
l’arte di affidarci all’istinto.

Stelle,
Custodite i segreti del tempo, col senso della morte e della vita
in un unico nostro ingenuo sguardo.
Ricordateci sempre la piccolezza:
la consapevolezza che ci rende qualcosa,
che dona l’umiltà di due sguardi che si perdono in vostra contemplazione.
Siate clementi.
Vi affido questo cuore ammaccato:
ogni lacrima è una stilla di linfa nel vostro infinito.

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Sogni

Questa notte ti ho sognato.
Eri tu, in tutto il mio desiderio di te. E io ero me stessa fino in fondo, tra sicurezza e insicurezza, e ci vedevamo dopo aver litigato, ma era tutto molto giocoso e ti rompevo perché volevo uscire e fare mille cose.
“Però tesò, domani non posso che ho preso un appuntamento con le amiche”.
Mi guardavi, e la mia mente ferita già pensava che siccome non l’avevi deciso tu, non avresti accettato questo rimando, punendomi, senza volermi vedere nei giorni successivi. E invece “E vabbè e ci vediamo dopodomani e dormiamo insieme”.
“E non devi lavorare?”
“None… sei ore devo lavorare…poi sono libero.”
“Sicuro? ”
“Sì…Sicuro!”
“Che vogliamo fare? C’è la manifestazione dei libri, la sera!”
“Ok…vada!”
“Pizza?”
“Pizza!”

Era tutto incredibilmente semplice…

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Ci sono angeli

Ci sono angeli caduti nel tuo modo di guardare
e grandi ponti su fiumi silenziosi nel tuo sorriso.
I tuoi gesti sono quelli di una solitaria principessa che
sogna sul suo libro
a una finestra di un lago in un’isola lontana.
Se potessi tendere la mia mano fino a toccare le tue
sarebbe come lo spuntar del giorno dietro le torri di qualche
città dell’Oriente.
Le parole nascoste nel mio gesto sarebbero il chiar di luna
sul mare
del tuo essere qualcosa nell’intimo della mia anima
come l’allegria di una festa.
Il tuo silenzio ti parli degli infiniti sogni che sono te.
Le tue palpebre abbassate prolunghino i paesaggi lontani.
I getti d’acqua rimbalzano nel sentire che sono falsi.
È il fiore che colgo,con un suono,da ciò che non dici.
Fiori,fiori,fiori lungo la strada di quel che dirai.
I giardini settecenteschi, così tristi nel nostro sognarli
ora,
sono la maniera del tuo essere consapevole di te attraverso
le tue palpebre,le tue labbra,e il tuo viso.
Un bambino malato vede la pioggia appannare la
finestra di ciò che tu consenti.
Non infrangere col rumore dei passi il silenzio
che è il palazzo dove la nostra consapevolezza
è quella di vivere vedendo i giardini delle nostre duplici
vite in una sola anima.
Cosa siamo nel nostro reciproco sogno se non il ritratto
che è il capolavoro di un pittore che non ha mai dipinto?

Fernando Pessoa

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Una cosa semplice

Mi sento scoppiare il cuore e mi sembra di vivere un incubo. Un incubo dopo un sogno toccato solo in punta di dita. Continuo a domandarmi se ci sia stato del vero, una reale speranza di un noi in qualche momento.
La vita senza dubbio continua, continuerà, ma in questo momento mi sento svuotata e triste. E mi manchi tanto: credo ti sia chiaro quanto ti vorrei nella mia vita in modo netto e convinto. Spero di mancarti anche io…

Non vedevo l’ora di finire il mio andirivieni per passare, tra le tue braccia, ore spensierate senza condizionamenti di giorni, treni e autobus. Per stare bene, per la libertà di vivere tutte le piccole cose, che sono importanti, ma che ho dovuto mettere in pausa per affrontare una parte di me. Ma forse ci sono già altre braccia a cingerti il petto. Non sarei gelosa e, soprattutto negli ultimi tempi, sono diventata molto cosciente di ciò che sono e di ciò posso dare, se messa nelle giuste condizioni e nella reciproca volontà. Spero solo che ti voglia bene quanto te ne voglio io e che sia finalmente ciò che vuoi e che desideri per la tua vita. Mi auguro che tu possa provare l’amore incondizionato in grado di scatenare una volontà tale da superare ogni ostacolo. Ti auguro di accettare, sostenere e accogliere le scelte dell’altra persona, anche se richiedono uno sforzo in più, perché le cose difficili, per cui si è combattuto, in cui si è creduto fino in fondo sono le più belle. Ecco perché, nonostante tutto, questo sentimento che provo per te resta bellissimo: so bene quanta passione, impegno e dedizione ci ho messo. Mi tengo stretto tutto questo come un dono davvero prezioso.
Continuo a svegliarmi la mattina col desiderio di te e prego quella connessione dei cuori e delle menti che tu stia bene, che sia sereno e che i tuoi obiettivi e la tua felicità siano sempre più vicini. Faccio sempre il tifo per te.

Prima o poi andrà bene anche per me, tutto questo niente tra noi.
Per adesso fa tanto male. Male davvero.

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L’amarti.

Oggi è 10 giugno. 6 mesi da quel meraviglioso, speciale, 10 dicembre. Non me ne sono dimenticata. Anche se tante discussioni sono passate da quel giorno e posso essere certa solo di una cosa: ciò che provo per te, rimasto inossidabilmente amore.

Spero che tu oggi stia bene, perché mi preoccupo per te, ma non ho avuto la forza di mandarti un messaggio col rischio altissimo di essere ignorata.

La mancanza di te è qualcosa di indicibile.
Cosa sono per te? Io veramente non lo so più. E i tuoi silenzi sono assordanti.
Ho provato di tutto. L’evidenza, i fatti, la tua distanza emotiva e fisica dicono che ho fallito.
E non riesco più a illudermi che sia solo una questione di lavoro. L’ho pensato fino a ieri: quando sei tornato e non sono stata la prima persona che hai chiamato quando sei arrivato. Sono piena di lavoro e di interessi anche io. Lo sai bene, ma sei sempre stato il mio primo pensiero al mattino e l’ultimo prima di andare a dormire. E ho voglia di te in ogni momento. Di ogni parte di te. Del tuo cuore, del tuo corpo, della tua mente.

E’ stata l’insicurezza a farmi impazzire, quelle volte che forse è stato tutto troppo. Ma la costruzione va fatta insieme e inoltre lo hai visto anche tu quanto poco basti per farmi sentire al sicuro: una parola, un gesto, un sorriso. Ci vuole così poco per farmi tornare certa dei tuoi sentimenti. Credo però che quando si vuole bene a qualcuno lo si consideri così bello, così speciale, così importante che la paura di perderlo debba essere costante, per non darlo mai per scontato. Alla fine quando si vuole bene, quando si ama, ci si rende vulnerabili senza paura di farsi male. Confessarti tutta la mia vulnerabilità l’ultima volta che ci siamo visti, dirti quanto mi sentissi piccola…credo di non aver mai fatto un gesto d’amore più grande di quello. Perché è una cosa che una donna che crede fermamente in determinate cose come ci credo io, non l’ammetterebbe mai. Ma ho voluto credere in te fino in fondo, ancora una volta, senza paura. Non mi sono pentita, anche se ho la sensazione che questa voragine apertasi tra di noi, in qualche modo abbia attinenza con quella confessione.

Ti amo e so che ogni cosa l’ho fatta per dimostrarti quanto grande sia il mio sentimento per te. Ma tu questo mio cuore lo vuoi? Ogni tuo silenzio, ogni tua distrazione, ogni volta che la priorità è l’aggiornamento di FB e non il rispondere alla mia ricerca di te mi dice che quelle parole d’amore e d’affetto dalla tua bocca non usciranno più. Come non escono più da molto tempo.
E non è solo una banale questione di messaggi. Sono stata qui settimane intere. Possibile neanche un’ora per noi, qualunque forma abbia questo noi? Mettiti nei miei panni: cosa penseresti se trovassi il tempo per tutto il resto del mondo, dal lavoro all’ultimo dei collaboratori, tranne che per te? Non credo di essere pazza. Non credo di ambire alla luna.

Ti amo e vorrei prendermi cura di te…ma vorrei che anche tu ti prenda cura di me….Vuoi avere cura di me? Ma se questo non è il tuo desiderio….io voglio che tu sia felice. E voglio essere felice anche io. E se io non sono la tua felicità, come tu sei la mia quando stiamo insieme, quando ci sentiamo, quando arriva un messaggio…perché farci del male? E se smetto di cercarti è perché implorare affetto e attenzione, non è amore. E’ ossessione e non è una cosa sana. Credo di essere una persona sana, al di là delle mie insicurezze.
Ti amo e non mi voglio arrendere. So che c’è da costruire e da ricostruire. Ma non posso farlo da sola. Non posso combattere, coltivare, costruire, riparare se tutto il resto è sempre e rigorosamente prima di me.
E se ho scelto questo mezzo per dirti queste parole è solo perché so che stai lavorando molto e non voglio commettere gli errori fatti in passato, costringendoti a parlare con me, quando non potevi o non volevi. Saprai dirmi tu quando vorrai parlarmi.

Non ti costringerò più a nulla: vedo anche in questo un modo per aver cura di te. Oltre che di me, perché ho il cuore devastato dalla tua assenza radicale. E, ribadisco, non può essere solo questione di lavoro.

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Quello che non è

Io non venero, perchè seppur ci fosse un Dio avrei riserve a votargli la mia vita.
Io non domanderò scusa del mio essere, della mia volontà, della mia ambizione.
Non elemosinerò attenzioni, implorando ciò a cui potrei non avere più diritto per eventi che la vita ha posto come prove e ostacoli.
Non posso tradire me stessa o inaridirmi perchè alle volte manca pure la forza di dire.

Ho solo il desiderio di avere cura e voler bene. Quel cuore che resta palpitante.

E la strenue volontà di combattere, confidare e vedere oltre, per quanto ogni silenzio diventi ancora, indefessamente, una spina conficcata che sanguina.

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