Ripetilo ancora.

Madre,

ripetilo sempre che questo luogo non sarà la mia tomba.

Ricordamelo quando la tristezza e l’assenza mi abbattono.

Urlalo quando ancora guardo passare i giorni e

godo della sconfitta.

Madre,

non guardarmi quando sui miei polsi

vibrano lame roventi,

che vorrebbero recidere sottili strati di pelle e ancora esitano perché infinito sarebbe il peso che vi darei e quello che mi darei.

Madre,

urla in questo fosso

dove giaccio fetale

che nulla è perso, nulla è andato, nulla è perduto.

Madre,

abbi la voce che io ho dimenticato di avere.

Ripetilo ancora

che la strada è ancora da venire.

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