E mi dipingo.

Mi dipingo le dita di azzurro, in questa notte senza luna che sembra non finire più. 

Mi ci specchio e ci vedo il sole illuminare l’azzurro.C’è quel sole. Si fa spazio negli spazi che apro. 

Le porte del tempo si chiudono. Non filtra luce. Filtra nulla. 

Le dita scrivono e toccano con la delicatezza della farfalla. Eppure zampillano stille di sangue: fessure aperte dal legno marcio. 

Vedo odori con la consistenza dell’oggi. Travi termitiche, rumorose nel disfacimento. 

Annuso immagini dell’alba prossima. Ultima speranza. Ultimo barlume. Ultimo flebile spazio di rivolta e rivoluzione. 

 

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