Al femminile (incompleto)

Erano stese sulla riva del mare a contemplare le stelle, A cercarne una cadente. Una sera d’estate come tante. Una di quelle sere in cui si facevano compagnia, perché Dario andava a giocare a calcetto (No. sul serio andava a giocare a calcetto!) e gli altri amici uscivano con comitive noiose.
Sigaretta in una mano e birra nell’altra. Libri di poesie appena riposti nelle borse. La serata perfetta.
“Passami l’accendino” esclamò Paola, che litigava con la sigaretta rullata alla cazzo e che si spegneva.
“Non le sai più rullare!” sorrise Cinzia.
“Hai visto? Il primo passo per smettere!Contenta? Dalla prossima volta le rullerai tu, che ormai fumi il doppio di me!”, le rispose, alzandosi e tentando di non far spegnere la fiamma dell’accendino, esposta all’inesorabile brezza marina.
Cinzia fumava tanto in quei giorni. Mai aveva fumato così voracemente. In fondo, Paola,di questo, era un po’ preoccupata: quando mai la sua amica l’aveva superato in un qualunque vizio?.
Cinzia guardava il mare, ora. Si era alzata anche lei e si accarezzava le braccia per riscaldarsi, facendosi ancora più piccola. Ed era molto silenziosa.
“Oh!” la punzecchiò Paola.
“Che?” Rispose Cinzia.
“Che pensi?” Paola finalmente tirava una sacrosanta boccata di fumo.
“Niente!”
“Se Se!” Altra soddisfacente boccata di fumo. Cominciò a girarle la testa.
Cinzia la guardò. E alzò le spalle. “Un po’ di malinconia!”
“Di che? No senti. Ti prego. Ricordi? Sono io quella depressa, sempre! Sono io quella single, emotivamente immatura, fattualmente stronza. Per favore! Non mi scombinare i ruoli! Almeno certe cose che rimangano in un certo modo!Per Dio!” e mentre diceva questo, Paola faceva i suoi soliti cerchi nel cielo, per avvalorare meglio i suoi concetti. Quegli schermi, così precisi, così apparentemente sicuri facevano sempre ridere tanto Cinzia. E anche quella sera Cinzia rise. Ma si fece subito molto seria.
“Ma lo sai che stiamo “facendo grandi”,si?” Le domandò Cinzia a bruciapelo. “Lo sai che tra un po’ non potremo più starcene qua, in pace di Cristo, a bere, fumare e farci di Verlaine?”.
Inutile. Paola non capiva. Ma cominciò molto seriamente a preoccuparsi: “Mi dici che ti prende stasera?”
Cinzia spense la sigaretta precedente, la ripose nel posacenere portatile e cominciò a rullarsene un’altra: ” Senti, non lo so!E’ che stanno cambiando troppe cose. Qua tutti che vanno avanti. A me sempre di stare a guardare il mondo che passa e che non mi aspetta. Mi sembra che ci siano degli obblighi da assolvere nel mondo.”
Paola la guardò sempre più stupita. Poi si indispettì. “Cazzo!” Esclamò con infinita enfasi, dando a Cinzia l’impressione che avesse capito dove lei stava portando in discorso. Se non che: “Se fumi marijuana senza di me, almeno poi non farti sgamare, in questo modo!”
A Cinzia caddero le braccia: “Dai, Paoletta, sono seria!”
“Si. Ok. Seria quanto vuoi. Però confessa!Hai fumato Marijuana senza di me, vero?!Magari quella di Pino, che la coltiva lui!Non si fa così! Sei una str…”.
Cinzia si stava alterando. Paola si mise a sedere composta: “Ok ti ascolto!”

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