Il tempo dopo la catastrofe.

Infine giunse un’era geologica nuova, figlia unigenita di quel respiro ingoiato, del nome rimosso, di quell’eclissi perenne.

Si innalzarono alte scogliere, mari calmi con mulinelli celati nelle loro viscere. Non era possibile uscirne indenni. Attimi di immensa felicità. Pura. Reale. I mulinelli portarono sulle ali di un aereo verso l’oceano. Le alte scogliere garantirono la riuscita del volo. 

L’occhio curioso e l’orecchio irto più ancora si evolsero nella direzione del mondo. Delusi, sottovalutati, giocati cominciarono a divenire spietati. Le morbide labbra furono parole rabbiose, urla di gioia. Le morbide labbra divennero incapaci di schiudersi e lasciar fluire la verità. 

I grovigli dei corpi sudati divennero l’emblema del nulla: modo d’investigazione dei confini della terra. La nuova scienza. Produsse mostri. Produsse ibridi fraintesi. Produsse idiozie. Si salvò chi disse ” Sono giunta troppo presto per voi!”.

Mi salvai io.

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