(Senza titolo)

I miei occhi hanno la brutta abitudine di rendersi muti, più di quanto si aspetterebbero essi stessi. Guardo i silenzi. Guardo i miei silenzi. Dolorosi perché imposti da porte chiuse. Va bene così, mi ripeto. Va bene stupirsi ogni volta che accade. Va bene accettarlo ogni volta che accade.

Quel cuore molle. Farsi sempre più fluido quanto più i giorni si accumulano. Sapere che è traboccante e incontenibile. Eppure….

Un lago dalle alte mura invalicabili. Alte a tal punto da non riuscire più a vederne la cima. Un tale metallo. Metallo di vita e di lotta. Si creano brecce, che, rimarginate, si fanno ancora più ardue da scalfire.

Mi faccio muta. E ascolto l’abbagliante silenzio. Sussulta qualcosa al fondo della mollezza. Si ode il flebile, vorace, salvifico vibrare del metallo.

Va tutto bene. Il sisma, in una lacrima, tace.

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