Del fuoco nel mondo.

E’ la morte che torna. Non stupire, uomo, del sangue che versi! Ne versasti tanto da averne da scontare per secoli.

E noi che siamo i tuoi figli pagheremo tutto. Pagheremo noi la tua avidità, la tua violenza, la tua stupidità. Perché è la nostra avidità, violenza e stupidità.

Pagheremo l’odio che non conosciamo, che non capiamo, perché sappiamo solo della bontà delle nostre bombe. Perché sono bombe e proiettili di dolcezza quelli che scarichiamo: micce di violenza a soffiare sull’odio e sulla rabbia delle periferie delle città e del mondo.

Sono fiumi di verde linfa nelle casse dei manipolatori d’ogni bandiera. Non v’è innocenza nelle storie dei mostri. Ma più sento della vostra follia, più vi vedo moltiplicarvi e specchiarvi negli specchi della vostra ricchezza.

E con coscienza si dà il cibo a tutti voi mostri quando gli schermi si illuminano della morte. Giunge forte come i tuoni sulle cornee e attanaglia. Un gioco da globale mediale.  

Mi scorrono lacrime e brividi, perché da figlia del mondo sento i suoi dolori e le sue urla. E li guardo negli sguardi dei bastonati di questa mia generazione, bastonati senza nazione, figli del nulla, tirati dal niente della violenza delle polveri da sparo. 

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