Torta al cioccolato (Ritratto 1)

Mangiai quella torta in un sol boccone, per finire ciò che tu avevi lasciato. Ridemmo e tu quasi registrasti la mia risata sguaiata con i denti neri di cioccolato fondente perché ti restasse come sveglia mattutina. Non mi conosci. Non ti conosco. Eppure fu una complicità inaspettata.

I tuoi occhi. I tuoi capelli. Il tuo sorriso. Credevo…speravo…mi baciassi da un istante all’altro. Una sera di fine estate. Ore intere a quindici centimetri di distanza, mentre intorno era moltitudine.

“Parlo troppo”. Ecco cosa penso da quel giorno. Parlo troppo perché prima che ti avvicinassi, ti avevo già respinto, con le mie teorie e le mie convinzioni basate su esperienze di testa, più che di cuore. “Ti ci vuole un uomo che sappia soddisfare appieno tutto questo!”. Eppure, improvviso, sboccia un pensiero: “Mi basteresti tu! Non sarebbe accontentarsi!”
Ci sono cose che dico per essere onesta fino in fondo, perché si sappia chi sono, che non chiedo, né voglio catene, che voglio essere libera e dare libertà. Ma tu…tu capisci a modo tuo e hai paura. Tu hai paura che ti si lasci lì, a gemere un amore totale che dici l’unico amore che tu sia in grado di donare.
E se ti dicessi che la testa va….via nei meandri del cuore! E se ti dicessi che vedo solo te con me, che se si aprisse la terra l’unico posto in cui vorrei essere, inaspettatamente, è accanto a te!

Ma tu non ci sei. Hai deciso che era ed è lei. Una che non ti fa ridere. Lei perché è una sfida. “Perché credo ne valga la pena!” . Anche io ne valgo la pena, maledizione!

Vado…a frasi interrotte. Così come interrotti sono costantemente i nostri incontri. Ogni…quanti? non so…quattro, cinque anni. E la prossima volta? La prossima volta forse sarai a un passo dal baratro. E no! Non vorrai salvarti.
Quando mi dicevi di lei, c’era quasi rassegnazione nei tuoi occhi.
Volevo urlarti “Si vive una volta sola! Hai una nuova occasione. Guarda i miei occhi! Cosa aspetti a gettarti nei miei occhi? Io lo so….io credo…che tu voglia!”

Ma tu non vuoi. E’ semplice. Scontato. Banale. Tu non vuoi. E te ne andasti sospinto dal vento di quella notte insoddisfatta.

Così è arrivato l’autunno. Le sue strade coperte di foglie cadute, che, calpestate, fanno un rumore sommesso. Lascerò cadere questo calore per te. Camminerò su di lui in modo che diventi fertile polvere per la nuova terra, aspettando una nuova estate. Una nuova torta. Senza te (?)

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Una risposta a Torta al cioccolato (Ritratto 1)

  1. wwayne ha detto:

    Il tuo post mi ha ricordato un aneddoto che raccontava spesso mia nonna.
    Lei diceva che da bambina aspettava tutto l’anno che arrivasse il Natale, perché sapeva che per quella festa le sarebbe stato regalato un cioccolatino. Allora quel minuscolo pezzo di cioccolata era un lusso inimmaginabile, che ci si poteva permettere appunto soltanto una volta l’anno. Adesso invece, diceva mia nonna, se ho voglia di un po’ di cioccolata vado al supermercato e me ne compro una stecca larga così e spessa così per un euro e spiccioli.
    Mia nonna ci faceva questo paragone per farci capire che adesso ogni giorno é festa, ogni giorno é Natale, perché ora possiamo permetterci di fare tutti i giorni delle cose che soltanto pochi anni fa erano delle comodità inaccessibili. E quindi finiamo per darle per scontate, non le apprezziamo nella giusta misura e non siamo mai contenti. Sei d’accordo?

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