Il vulnus

Guardiamo, inermi, l’amore scappare lontano.
Lui ha dato.
Lui ha tolto:
e ci ricordiamo la nostra vera natura.

Piccoli.
Frangibili.
Rametti trascinati dal vento in tempesta.
Non abbiamo difese quando il fuoco arde forte e violento.
Abbiamo paura.
Paura di morire.
Paura di soffrire.

Esposti alle lame che colpiscono inesorabili.
Carne senza pelle.
Punture di spilli.
Trafitti.
Morenti.

Piccoli
Frangibili.
Non la guardiamo quella piccolezza.
Non la curiamo.
Reprimiamo la rabbia per non vederci vulnerabili alle intemperie dell’abbandono.

Luce del ricordo.
Silenzio dell’oblio.
Quello che c’è stato,
chiuso in un dolore profondo.

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