Ci sono angeli

Ci sono angeli caduti nel tuo modo di guardare
e grandi ponti su fiumi silenziosi nel tuo sorriso.
I tuoi gesti sono quelli di una solitaria principessa che
sogna sul suo libro
a una finestra di un lago in un’isola lontana.
Se potessi tendere la mia mano fino a toccare le tue
sarebbe come lo spuntar del giorno dietro le torri di qualche
città dell’Oriente.
Le parole nascoste nel mio gesto sarebbero il chiar di luna
sul mare
del tuo essere qualcosa nell’intimo della mia anima
come l’allegria di una festa.
Il tuo silenzio ti parli degli infiniti sogni che sono te.
Le tue palpebre abbassate prolunghino i paesaggi lontani.
I getti d’acqua rimbalzano nel sentire che sono falsi.
È il fiore che colgo,con un suono,da ciò che non dici.
Fiori,fiori,fiori lungo la strada di quel che dirai.
I giardini settecenteschi, così tristi nel nostro sognarli
ora,
sono la maniera del tuo essere consapevole di te attraverso
le tue palpebre,le tue labbra,e il tuo viso.
Un bambino malato vede la pioggia appannare la
finestra di ciò che tu consenti.
Non infrangere col rumore dei passi il silenzio
che è il palazzo dove la nostra consapevolezza
è quella di vivere vedendo i giardini delle nostre duplici
vite in una sola anima.
Cosa siamo nel nostro reciproco sogno se non il ritratto
che è il capolavoro di un pittore che non ha mai dipinto?

Fernando Pessoa

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