2 agosto 2017 – Sapere del vivere

Mio padre aveva 25 anni il 2 agosto 1980. Era su un treno che percorreva il tragitto da Milano a Bari. Aveva 25 anni e io certamente non ero nei suoi progetti né tanto meno nei suoi pensieri. Quel giorno passò da Bologna, poche ore prima che una bomba uccidesse 85 persone. Una bomba i cui mandanti ancora non ci sono e i cui esecutori (che continuano a dichiararsi innocenti) sono fuori di galera.
Ogni 2 agosto non posso fare a meno di pensare che la morte gli è passata vicinissima. Io non c’ero, ma in qualche modo ero lì. E in qualche modo quel giorno, forse avrei potuto smettere di esistere ancora prima di essere pensata. La cosa a tratti mi sconvolge. Sarà per questa consapevolezza di esistenza potenzialmente inesistente che spesso guardo e riguardo i filmati, leggo e rileggo le notizie delle stragi: è sempre tutto così illogico dalla parte delle vittime. E’ tutto incredibilmente casuale. Nella scelta del fato tra chi vive e chi muore, tra chi quel giorno potrà raccontarlo lievemente ferito o fatto a pezzi. La cosa più terribile è che quel fato, come molti altri fati, venne pianificato da menti che non possono essere definite folli: sapevano perfettamente ciò che facevano….e lo fecero, dando esattamente la morte. Si fecero Dio. Continuano a considerarsi Dio. E allora….quei fati non sono più tali, se non in una misura contingente.
Le mani sporche di sangue di chi inviò quelle bombe restano ancora a controllare i fati di questa terra. E la rabbia che mi prende alla bocca dello stomaco si fa spezzante. E l’idea dell’impotenza mi devasta.
Quando passai da Bologna, molto tempo fa, avevo ancora paura. Come se da un momento all’altro quel fato si potesse abbattere. I toni bruschi di mio fratello ebbero, come al solito, l’effetto di farmi ritornare in me.
C’è una sottile linea d’ombra che attraversa la vita e la morte. Io la sento sempre e mi attraversa l’anima tentando (e spesso fallendo miseramente) di ricordarmi sempre ….”Vivi…non aver paura…combatti per te e per gli altri…ma vivi…non peccare d’orgoglio, ma guardati allo specchio e ama, rispetta e pretendi rispetto per ciò che vedi…poi vivi”.

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