Dell’aver cura

Oggi è avvenuto dell’assurdo.
Sono passati cinque anni da quando una persona a cui ho voluto molto bene e che mi ha voluto molto bene non fa più parte della mia vita. E’ comparsa dal totale abisso della memoria e delle mie carte una lettera che mi inviò per avermi ancora al suo fianco. Una lettera di una dolcezza e di una attenzione rara che io avevo completamente rimosso dalla memoria. Sotto, la mia risposta scritta a mano: sprezzante, forte, decisa. Era un rifiuto totale ad una persona che mi stava dicendo che mi voleva bene, un bene radicale e che gli scavava dentro.
E’ stato un colpo allo stomaco: ho capito quelle sue parole solo oggi. Solo oggi ho capito fino in fondo cosa mi stava dicendo, ma allora ero presa da troppa boria, arroganza e istinto di libertinaggio per capirla. Un anno dopo quella stessa persona rifiutò il mio affetto, e non ho pronunciato il suo nome per due anni.
Comincio a pensare che quel conto non l’ho mai pagato, realmente. C’è un insegnamento che non avevo ancora colto e che adesso mi si palesa in un modo lapalissiano: bisogna aver cura di chi ci vuole bene, anche se non lo ricambiamo. All’epoca pensavo che me ne avesse combinate troppo per avere una speranza, ma quando mi trovai tra le braccia di un’altra persona, braccia di stima e sensualità, ma non d’amore, il suo ricordo era più che vivo. Gli chiesi di riconquistarmi di non lasciarmi andare così, ma quelle parole morirono nella mia bocca.
Non ho mai capito il suo dolore fino ad oggi, troppo presa dal mio dolore e dalle mie cose da fare.
Afrodite mi ha insegnato ad amare. Afrodite mi ha tolto l’amore. Afrodite mi ha punito di quel male fatto ad uno dei suoi figli e adesso mi implora di imparare davvero.

Non sarò mai più arrogante. Avrò rispetto totale di chi mi vuole bene…anche se quel bene io non lo ricambio. E avrò coraggio…lo stesso coraggio che quella persona dimostrò nel dirmi che mi voleva bene anche se io ero stata chiara sul fatto che ormai speranze non ve ne erano più.
Ora bisogna solo capire qual è l’atto più coraggioso da compiere…

ps. Ovunque tu sia in questo momento, qualunque sia la ragazza che ti cinge le braccia al collo, è una donna fortunata. Hai un coraggio grande. Spero tu sia rimasto quell’uomo che eri o che sia diventato ancora più in gamba di allora. Grazie di ogni momento bello. Grazie di avermi voluto così bene. Noi due non ci capivamo e ce ne combinammo parecchie, e saremmo scoppiati prima o poi. Ma ho dei ricordi bellissimi, e adesso ho fatto pace anche con nostra fine. Grazie di quelle parole. Grazie di quell’affetto.

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