Fantasie

Litigavano di morte ogni volta. Era stato così dal primo momento. Un silenzio sospeso, una parola di troppo, un po’ di gelosia inconfessata. E diventava una continua lotta di supremazia che li sfiniva. E così, stanchi e sfiniti, si guardavano negli occhi, uno dei due sorrideva, l’altro accarezzava il suo viso, si chiedevano scusa e andavano avanti, più forti e compresi di prima. Due quindicenni in quelle guerre, ed era una rabbia assurda in quei casi. Ma mai ebbero dubbi che insieme erano una potenza, perché troppa strada avevano fatto per trovarsi e troppa inconsistenza c’era stata prima che si trovassero.
“Sei una stronza”, “sei una merda!”. No, non ci andavano leggeri. Non c’era eleganza posticcia nei loro litigi…che come niente diventavano “sei la persona più importante del mondo” “tu sei il sole del mio”. “Tornerai dal tuo girovagare?”, “Tornerò sempre, e tornerò per te, che sei la mia radice e la mia roccia”. “Sarò qui a coltivare i miei sogni che poi ti racconterò” “Non vedo l’ora di ascoltarli, e io ti racconterò i miei”. ” Mi manchi” “Mi manchi” “ti amo” “ti amo”.

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