Winnie

Un grande e già “capizzello” cagnetto insinuatosi nella mia vita così priva di qualunque forma di responsabilità. Imparai che per prendersi cura, per voler bene, qualche rinuncia andava fatta.

Ho imparato a rinunciare per farti stare bene, e, credimi cuoricino mio, tante volte mi sono rimproverata quei pomeriggi con te, perché quando uscivamo non ti accontentavi della passeggiatina e volevi stare fuori tutto il pomeriggio, con qualunque tempo. Anzi, quella volta, dalla neve non ti tiravamo più fuori. Testa bassa verso la villa, e poi verso via Matteotti e alla villetta della Madonnina. Ti stancavi un sacco perché le zampette sono sempre state corte e il respiro affannoso.  Quante volte, dopo averti fatto fare quello che volevi, mi ritiravo talmente sfatta da non aver voglia di fare  più nulla, ma veramente nulla. Ma tu mi guardavi, contento e soddisfatto di aver vinto contro tutti i miei impegni e le mie ambizioni, e te ne andavi scodinzolante verso la ciotola e, vedendola ancora vuota, giustamente ti leccati i baffi e reclamavi cibo.

Lo ammetto: a volte volerti bene non è stato facile. Ore e ore perse a dare la caccia ai forasacchi, in giro per il paese piano piano perché certamente non sei mai stato un corridore, scendere nel bel mezzo della concentrazione per andare a prendere la pappa, per poi ritrovare quella concentrazione circa mai, e poi le medicine e le medicazioni che sapevo farti solo io. E aver rinunciato definitivamente ai pomeriggi studio – cazzeggio a Bari perché c’era chi si fidava solo di me per portarti in giro in sua assenza. Non mi credono quando dico queste cose, ma credo che tu lo sappia, cuoricino mio, piccolo dolce, e ti chiedo scusa per tutta la rabbia di alcuni momenti. Questo anno sono stata lontana, ma tu mi vuoi bene, bene davvero, e quindi credo che tu sappia perché tanti giorni ( che forse per te erano settimane) ti sei svegliato e io non c’ero. So che hai smesso di venirmi a cercare, so che non sono più la tua prima scelta, ma penso che ad un certo punto tu abbia capito e allora le tue piccole dolci ripicche per la mia assenza, si sono trasformate nelle domeniche mattina in cui non uscivi di casa se prima non ti accertavi che fossi tornata. Il tuo puro amore. Il tuo grande amore per me continuo a sentirlo sempre. Per come mi guardi. Per quel modo tutto speciale che hai di dirmi quando decidi che vuoi uscire con me, e mai come ora non potrei mai dirti di no.

Se ci fossero altre cose a cui poter rinunciare per averti ancora con noi per tanti anni, credo che non avrei dubbi sul da farsi. Perché tutto ciò che ho imparato con te non è attingibile in altro modo, e poi lo sai meglio di me quanto avrei potuto essere diversa.

Ora che non stai bene ogni cosa che potrei dirti tu la leggi nei miei occhi pieni di lacrime che sono lacrime per te e lacrime per me, perché sai quanto so essere egoista, ma non mi giudichi e mi vuoi bene comunque. Tu che sai tutto. Tu che hai superato una operazione in cui ti avevano dato per spacciato e io ero lontana, troppo lontana per poter fare qualcosa e tante volte mi sono domandata cosa sarebbe successo se ci fossi stata io con te. Tu che sai quanto volere sia potere e dopo quell’operazione pur di non fare i bisogni in casa hai preferito uscire nonostante il dolore. Tu che hai fatto passare la paura dei cani a tante persone che ti hanno conosciuto e voluto bene. Tu che pieghi la testa quando non capisci e sei buffissimo anche ora che non capisci perché non stai bene. Tu che arrivasti dal nulla e sei riuscito a sciogliere anche i cuori più duri.

Tu, il mio piccolo cagnetto capizzello, che sarai forte anche questa volta che il tuo cuoricino si è fatto tanto lento.

Pubblicato in Storie | Lascia un commento

…….

Marea di silenzio.

Parole pesanti come macigni.

Sperare fino all’ultimo in un bacio.

La delusione mista all’illusione di potermi vedere ancora tra le tue braccia.

Sentimenti che non si spegneranno per ora.

Sapere di aver fatto tutto il possibile, ma è cosa che non calma il cuore, che batte all’impazzata e vorrebbe uscire per correre da te.

I miei occhi che persero tutta la loro forza.

Amarti che resta comunque bello, nonostante tutto.

Nonostante te.

Ti mando un altro bacio, come quelli che ti fecero palpitare almeno per un attimo.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Riguardarsi.

Rileggere quella conversazione
fatta in un’altra lingua, una lingua che nel tempo mi è diventata aliena,
dopo anni.
Riguardarmi mentre scrivevo con fatica quelle parole straniere.
Rivedere i pensieri fatti:
la tristezza provata per quella richiesta.
E dirgli che per lui spazio non ce n’era.

Era domenica e l’unica cosa che volevo in quel momento era essere tra le tue braccia.
Sentivo la tua mancanza:
sapevo che non ti avrei visto fino a chissà.
Non ci fu condivisione
nelle tue scelte di quei giorni.
Ma almeno ora so il perché.
Questi mesi, per te:
poco più di un incontro frequente.

Cancellare dalla memoria
il ricordo di quel momento,
che riemerse così dal nulla,
come nulla per me era stato.
Per te fu tutto.

Ed io sola so tutta la mia innocenza.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Voglia di amare.

Resta quella voglia di amare e di essere amata, inespressa e incompleta.
Resta quella curiosità di costruire.
Resta quel silenzio dell’assenza e l’illusione.
La sera del mare, nel freddo pungente dell’inverno.
Non lo so.
Conosco bene le parole, so bene il loro peso.
Dire ti amo è essere legati.
Dire ti amo ha un grande peso, e lo si dice quando si sta costruendo, pur tra mille difficoltà.
Dire ti amo implica cura e attenzione anche nel momento della delusione e dell’incomprensione.
È una coperta sotto cui rifugiarsi dal mondo,
Una coperta la si dona a chi si ama.
Una coperta ha un peso, è autentica, si tocca.
È la verità. È l’unica verità al di là di tutto.
Ma forse io ho solo sognato.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Concepire nuovi alfabeti.

Amarti senza ritegno
senza pudore.

Tacere la mancanza che ho di te,
nelle notti sole,
nelle giornate lontane,
nell’esplorazione del mondo
o nella sua costruzione.
Fino alla rabbia di non poterti vivere come vorrei.

E spero
ti sia stupito,
di questa calma,
perché lo sai che mi brucia il fuoco.
Ma se è nuova strada
lo sia fino in fondo
e lo sia totalmente:
tornare ad essere io, nella fiducia in te e nella libertà che ho sempre voluto e che voglio dare.
Tu sai che sono qui, ma forse non sai che quel lato di colpa e pedanteria è ben lungi dall’essere mio,
perché non cadrò nella trappola della madre.

La mia natura è quella del fuoco che avvampa.
Ma è bene avvampare in altri modi.
È bello il fuoco che brucia i rami secchi,
non quello che distrugge i germogli in fiore.

E allora godo la gioia dei giorni previsti diversi,
perché, amore, tu sei fatto così:
imprevedibile è la tua natura,
e alle volte incomprensibile.
I nostri alfabeti hanno tanto da tradursi e traslitterarsi.
È la sfida dell’amarsi.
È la sfida dell’amarti.

Pubblicato in Poesie | Contrassegnato , | Lascia un commento

Il vulnus

Guardiamo, inermi, l’amore scappare lontano.
Lui ha dato.
Lui ha tolto:
e ci ricordiamo la nostra vera natura.

Piccoli.
Frangibili.
Rametti trascinati dal vento in tempesta.
Non abbiamo difese quando il fuoco arde forte e violento.
Abbiamo paura.
Paura di morire.
Paura di soffrire.

Esposti alle lame che colpiscono inesorabili.
Carne senza pelle.
Punture di spilli.
Trafitti.
Morenti.

Piccoli
Frangibili.
Non la guardiamo quella piccolezza.
Non la curiamo.
Reprimiamo la rabbia per non vederci vulnerabili alle intemperie dell’abbandono.

Luce del ricordo.
Silenzio dell’oblio.
Quello che c’è stato,
chiuso in un dolore profondo.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Notte

È notte,

E la notte tutto è più difficile,

La ragione se ne va. Nella notte ciò che ho capito non ha senso. C’è solo quel breve passato, che pare di un’altra vita.

E la notte ti chiamerei, ma mi farei del male e ne farei anche a te, perché non capiresti mai.

E l’unica speranza è immaginare che nel tuo pellegrinaggio, tu possa prima o poi passare da qui. Ma anche lì, dirti dolcezze, dirti di pensarti ancora, alimenta solo la tua vanagloria. E il cuore si arpiona alle pareti per non lasciarsi cadere.

E continuo a sognare di noi, perché almeno lì ci siamo ancora, ancora belli, ancora felici.

È notte. E, solo per me, è tutto più difficile!

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento